IL  RISCHIO  CULTURALE

 

Sergio Sabetta

 

 

 

ÒHai voluto fare il liceo scientifico, e va bene. Hai voluto fare il Politecnico di Zurigo come Einstein, e va bene. Ma ora ti devi decidere sarto per uomo o per donna?Ó ( Daniel Vogelmann)

 

         Molti studiosi  di scienze  sociali subiscono senza avvedersene un processo di identificazione con il sistema da loro studiato fino ad assumerlo come paradigma fornito di significato assoluto, selezionando per tale via le informazioni ricevute in contrasto con lÕipotesi accolta, ancor pi� quando manca una misura scientifica universalmente accettata a cui riferirsi, se poi subentrano dei precisi interessi per fermarsi il cerchio si chiude.

         Cultura, quale insieme di nozioni codificate da una comunitˆ per affrontare e risolvere i problemi previsti dai modelli della societˆ stessa, personalitˆ, derivante dallÕacquisizione di quella parte di cultura necessaria al singolo per vivere nella situazione del proprio settore comunitario, e societˆ, ossia la codificazione in termini istituzionali di comportamenti giˆ previsti, culturalmente necessaria per rendere economicamente efficiente il sistema con un minimo sforzo, fanno s“ che gli individui acquisiscano un proprio status in riferimento alla posizione sociale specifica e un proprio ruolo rispetto alla mansione svolta.

         Tuttavia il campo formato dal convergere dei tre modelli coordinati fra loro pu˜ perdere la propria funzionalitˆ di adattamento, se la ÒculturaÓ non riesce pi� a fornire quei modelli atti a risolvere efficacemente i problemi sociali secondo schemi comportamentali pre-definiti, il fallimento porterˆ alla compromissione della collaborazione sociale fino al possibile caos.

         La scarsa capacitˆ culturale collettiva di adattamento, con la conseguente rigiditˆ sistemica, porta lÕindividuo a ricercare nuovi modelli culturali e ad accettarli pi� facilmente, ma pu˜ anche condurre al fallimento personale nella ricerca di un nuovo modello efficace che si risolve nella frustrazione e nella nevrosi, reazione tipica di autoconservazione proprio di qualsiasi sistema organico o sociale.

         La depressione e il disadattamento sociale non � in rapporto esclusivamente alla eccessiva ÒdurezzaÓ della societˆ ma soprattutto alla rigiditˆ sociale che non riesce ad esprimere una speranza di auto trasformazione, la disfunzionalitˆ e lÕincoerenza storica nei rapporti, seppure collettivamente delirante, non per questo fa cessare il funzionamento del sistema sociale chiuso in sŽ che resta apparentemente valido fino al crollo per input esterni.

         Le convenzioni si radicano cos“ profondamente che i limiti vengono ignorati non solo dalle istituzioni preposte alla regolamentazione, ma anche dagli stessi studiosi di scienze sociali.

         NellÕagire umano vi � una ciclicitˆ che si rispecchia nellÕeconomia, in particolare lÕincertezza destabilizzante favorisce lÕinfluenza del gruppo e nel seguirlo vi � unÕ auto-alimentazione dellÕazione che porta sempre agli stessi errori secondo un preciso rapporto causa – effetto, se tuttavia lo shock � provocato da fattori prevalenti esterni il sistema stesso riuscirˆ a riassorbirlo pi� facilmente, se al contrario lo shock deriva prevalentemente da fattori interni il riequilibrio e la ripresa avranno tempi lunghi.

         Il rischio implicito nellÕagire � sempre innanzi tutto  un fattore culturale, sebbene controllato nella probabilitˆ dellÕaccadimento da una crescente tecnologia, il crescere della complessitˆ sia allÕinterno che tra sistemi non fa che trasferire il livello del rischio a fronte di una crescente sicurezza psicologica che nega la probabilitˆ dellÕaccadimento stesso ispirandosi al crescere della tecnologia, nel manifestarsi della crisi le reazioni psicologiche andranno da una esaltazione di potenza nellÕavere ÒcontrollatoÓ le conseguenze del rischio, se non appositamente provocato, alla depressione per il rischio ÒsubitoÓ nelle sue conseguenze, come � accaduto nella recente crisi provocata dalla leva finanziaria dei Credit Default Swap ( CDS), dove il mercato appariva fornito di una potenziale di crescita apparentemente illimitato.

         Se quindi la percezione del rischio e il livello di accettazione dello stesso � prevalentemente di matrice culturale, la normazione ne � una semplice conseguenza, la codifica non � che una traslitterazione di un paradigma consuetudinario espressione di una data cultura ed anche la logica espressione di una nuova norma deve comunque trasformarsi in una ÒconsuetudineÓ, in quanto elemento che velocizza i rapporti sociali per una fiducia del realizzarsi dellÕazione / reazione secondo una tipologia consolidata e accettata.

         Nel tentativo di ricomprendere la crescente complessitˆ della realtˆ sociale per schematizzarla secondo canoni, vi � una frantumazione della visione organica del diritto, proprio secondo il principio per cui la crescita e lÕinnovazione non � mai omogenea, come il cambiamento culturale avviene sempre con il cessare delle precedenti generazioni in qualsiasi ambiente sociale si tratti, ed � proprio il fattore dello scorrere del tempo che viene spesso e forse volutamente omesso.

         Il congelamento delle energie giovanili in sistemi anziani si risolve in un prolungamento della malattia, in una crisi che si autoalimenta impedendo, come osservato, una progettualitˆ naturale e per tale via cronicizzandosi in una lenta decrescita dovuta alla perdita del piacere del rischio nel sogno di un futuro, tutto trasformando in una semplice partita contabile di giro.